Milica Ćirović – Ola Czuba | Double Fantasy

 

Installation view della mostra Double Fantasy presso Casa Vuota, con le opere di Milica Ćirović e Ola Czuba a cura di Gaia Bobò

 

La diversità di genere segna la nostra identità. In passato, nelle culture primitive, la differenza tra maschile e femminile era uno dei primi principi su cui si basava l’ordine sociale. Oggigiorno ci troviamo a che fare con generi che cambiano per anamorfosi, il soggetto non è più classificabile secondo un’unica condizione sessuale bensì il genere è fluido e double.

Double Fantasy è il titolo della mostra che attualmente propone lo spazio Casa Vuota di Roma. Si tratta di un progetto ideato dalle artiste Milica Ćirović (Belgrado, Serbia, 1984) e Ola Czuba (Lodz, Polonia, 1984), curato da Gaia Bobò ed incentrato sulla tematica del rapporto tra i generi.

La mostra è frutto di un progetto site-specific che raccoglie nei sessanta metri quadrati di spazio domestico un percorso espositivo di fotografie, videoinstallazioni e sculture. Le artiste hanno dovuto confrontarsi con un luogo complesso, perché la casa mantiene intatta i complementi d’arredo degli anni Sessanta; un esatto contrario di quello che chiameremmo white cube.

La particolarità di La Casa risiede proprio nella filosofia del voler mantenere le tracce. L’abitazione, come è ovvio che sia, si trova in un condominio e conserva i segni di coloro che l’hanno vissuta in passato. Non da ultimo, per una scelta dei due direttori artistici della Casa (Sabino de Nichilo e Francesco Paolo Del Re) si mantengono anche le tracce lasciate degli artisti che vi espongo.

L’opera di Ola Czuba, Discomfort Object, 2019, video

Così lo spazio, come se avesse un epidermide, è pieno segni. Si trovano forature di tasselli, carta da parati -danneggiata per strappi eseguiti durante l’allestimento di una mostra- chiodi sporgenti fissati e mai rimossi.  «Ogni traccia rimane, gli artisti che eseguono un progetto per Casa Vuota sia durante il montaggio che lo smontaggio, lasciano traccia», afferma uno dei due fondatori, Sabino de Nichilo, lo stesso tiene a precisare che «noi lasciamo vivere così Casa vuota. Questa è la nostra filosofia».

Sebbene la location espositiva abbia un aspetto per certi versi bizzarro, le due artiste,  assieme alla curatrice, hanno saputo creare un percorso espositivo che si sviluppa in armonia con l’ambiente domestico. Sfruttando a proprio favore le particolarità di uno spazio segnato da una stratificazione di tracce. Così, in una parete dell’ambiente ex camera da letto si trova una traccia geometrica lasciata da una mostra ormai passata. E proprio lì si inserisce una foto affissa, a mo’ di poster, dell’artista Milica Ćirović. Mentre nella zona dell’ingresso, sull’unico mobilio originario della casa, si poggiano due schermi della videoinstallazione di Ola Czuba.

Milica Ćirović, See You in the Obituary, 2017, performance per fotografia

Il titolo della mostra Double Fantasy è tratto dall’omonimo album che John Lennon pubblicò nel 1980, raffigurato, per l’occasione, assieme a Yōko Ono, intenti a baciarsi. Un’immagine di libertà emotiva che condivide un momento di intimità, ma anche una coesione fra l’identità maschile e femminile, eliminando così i vincoli di dominio del rapporto sociale tra i due generi. Sarebbe assurdo non voler affermare che il confronto atavico dell’identità di genere ha segnato gli schemi di convivenza sociale. Nell’attuale società, infatti, l’opposizione sessuale si trasforma in opposizione di abitudini e di stili di vita, che disegnano poi le regole di convivenza comune.

Questo ultimo concetto è espresso molto bene nella video installazione di  Controtrasnfert (2016), composta da due monitor in cui si susseguono video sfasati rappresentanti azioni continue. La donna, abbigliata in costumi settecenteschi, da sdraiata si alza e scambia il suo posto con l’uomo, che si trova in piedi accanto a lei. In un gioco fatto di ritmi e spazi, l’uomo e la donna così eseguono azioni opposte e vicendevoli, inscenando una sorta di fratellanza inquieta, fatta di sottomissione e potere.

Ola Czuba, Discomfort Object, 2019, video

Ci restituisce un forte messaggio di inclusione, il lavoro fotografico Milica Ćirović. L’artista si spoglia della sua identità per abbandonare la rigida demarcazione tra maschio e femmina, diventando così protagonista delle sue stesse opere, trasformandosi in una gangster androgina con armi e collane appese al collo. A seguire, lo stesso personaggio muta in uomo, materializzandosi di fronte a noi come una icona del business contemporaneo. Gli scatti fotografici di Milica non sono mai autoreferenziali, benché il soggetto, alquanto autoritario, non sembra volersi concedere ad un confronto: eppure, nei suoi sguardi magnetici ci invita a riflettere sulla nostra identità.

Milica Ćirović, The Patriarchs – The President, 2019, performance per fotografia

Nonostante la nostra società, per molti versi veda la sessualità di genere basata sul binomio maschio-femmina, la mostra Double Fantasy ci invita a perderci nella diversità del sesso e nell’autoerotismo. Tutto ciò proprio perché nella disuguaglianza, in generale, risiede il fulcro della vita.

Quando Claude Lévi-Strauss visitò le tribù di indigeni brasiliani, da lì nacque il diario di viaggio Tristi Tropici (1955), teorizzò che il relativismo rappresenta la ricchezza della società contemporanea. Allargare il concetto di relativismo culturale alla differenza di genere, ci aiuterà a comprendere che il diverso da sé non è da inglobare, bensì da rispettare. E’ una realtà con cui entrare in contatto per relazionarsi e coesistere attivamente.

In conclusione, gli antichi schemi maschio-femmina e tutti i codici sociali che ne derivano, appartengono ad un mito dell’identità sessuale arcaica. La mostra, invece, è un invito a comprendere che è utile designare il primato della persona sul genere.

 

Informazioni:

Double Fantasy, Milica Ćirović e Ola Czuba a cura di Gaia Bobò

Dal 19 gennaio al 7 marzo 2021

Casa Vuota, Via Maia 12, 00175, Roma

Visita su prenotazione: vuotacasa@gmail.com