Huma Bhabha | La Lotteria di Babilonia

“La Compagnia, con modestia divina, evita ogni pubblicità. I suoi agenti, com’è naturale, sono segreti; i comandi ch’essa impartisce incessantemente (forse infinitamente) non differiscono da quelli che s’arrogano gli impostori.”
Jorge Luis Borges, La Lotteria di Babilonia, (1941)

La Compagnia gestisce il gioco di una lotteria nella città di Babilonia, ma invece di elargire premi benefici impartisce punizioni. Così nasce un gioco di potere in cui la Compagnia controlla la società avendo il monopolio su tutti gli aspetti della popolazione Babilonese.
Huma Bhabha da’ vita ai personaggi della Compagnia, esorcizza la sua presenza e onnipotenza nella società attuale rendendo reali i suoi protagonisti: ritratti scultorei fatti con materiali grezzi, poveri ed eterogenei, come il Styrofoam (schiuma di polistirene). Alcuni seduti su troni composti da sedie arrugginite altri posizionati in posture monolitiche, sono una galleria di personaggi inquietanti che ci controllano dalla loro altezza di circa 2 metri pronti a giudicarci.

E’ meglio non sfidarli guardandoli direttamente negli occhi, possono aprire le loro mani e puntarti il dito contro, comunicandoti la peggiore delle punizioni da infliggerti perché hai osato sfidare il caso con il gioco d’azzardo e ti sei affidato alla fortuna per cambiare vita. Questi esseri monolitici lavorati in maniera grezza con materiali poveri, emanano odori di antichi materiali e sono archetipi di una bellezza accademica abbandonata.

Bhabha scavalca così la categoria del brutto e deforme, guarda oltre per tastare quella sfera emotiva del terrore e del controllo, facendo emergere i nostri incubi più profondi, le nostre paure. Eppure alla fine ci strappano anche un sorriso per le loro fattezze buffe e antropomorfe. Nell’uso dei materiali si custodisce un altro messaggio, il sughero, lo Styrofoam, le reti metalliche, la cera e gli scheletri di sedie arrugginite, assieme agli ossi di cane sono avanzi della storia dell’Apocalisse universale, in particolare delle realtà della terra d’origine dell’artista, il Pakistan, macchiato dell’amara realtà del colonialismo e dai conflitti intestini.

   HUMA BHABHA, Beyond the River, 2019, sughero, polistirolo, armature, legno, acrilico, pastelli ad olio, olio, 261.6 x 94 x 76.2 cm, © Huma Bhabha, Photo: Rob McKeever, Courtesy the Artist and Gagosian.

 

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